Gestione dei rifiuti: l’impatto sulle emissioni di gas serra

Gli impianti di incenerimento svolgono un ruolo strategico per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Negli ultimi anni, tuttavia nell’immaginario collettivo i termovalorizzatori sono stati rappresentati come gli impianti più dannosi per l’ambiente e la modalità di gestione rifiuti che più di ogni altra impatta sulla qualità dell’aria.
Studi scientifici dimostrano ormai incontrovertibilmente che la maggior parte delle emissioni di gas climalteranti legate al comparto dei rifiuti deriva invece dall’eccessivo ricorso alle discariche.

Un contributo interessante in tal senso è arrivato di recente dalla presentazione da uno studio realizzato da Amici della Terra, che a partire dall’analisi dei dati contenuti nel Report sull’Inventario Nazionale dei Gas Serra (NIR) pubblicato da Ispra e dal Snpa nell’aprile del 2021, ha preso in esame le emissioni climalteranti prodotte dalle diverse modalità di gestione dei rifiuti urbani e rifiuti speciali in Italia. Il rapporto, intitolato “L’impatto della gestione dei rifiuti sulle emissioni di gas serra”, è stato presentato nell’ambito delle iniziative selezionate dal Ministero della Transizione Ecologica come eventi preparatori alla Pre-Cop26 di Milano.

Dallo studio emerge che l’eccessivo ricorso alle discariche ha aumentato in modo significativo le emissioni di gas climalteranti. Di fatto l’Italia conferisce ancora troppi rifiuti in discarica, recupera poco calore ed energia tramite termovalorizzatori e relative reti di teleriscaldamento e può ancora molto migliorare nel recupero e riciclo dei rifiuti.

Le emissioni di gas serra in Italia

La serie storica delle emissioni di GHG in Italia dell’Inventario nazionale dei gas serra (NIR) mostra una diminuzione delle emissioni dal 1990 al 2019, valore quasi pari al target 2020 UE di riduzione del 20% rispetto al livello del 1990.
In Italia, nel 2019, le emissioni climalteranti derivanti da usi energetici pesano per l’80,48%, le attività agricole sono responsabili del 7,06% e quelle derivanti da processi industriali pesano per l’8,11%.
Il settore della gestione dei rifiuti incide per il totale dei gas climalteranti emessi in Italia per 4,35% del totale del 2019. Tale valore è superiore di un punto percentuale a quello dell’Unione Europea, pari a 3,32%.

La gestione dei rifiuti e le emissioni di gas serra

Il settore della gestione dei rifiuti nel NIR comprende le emissioni dei siti di smaltimento dei rifiuti solidi (discariche), dell’incenerimento senza recupero di energia, del trattamento biologico (compostaggio e digestione anaerobica) e del trattamento delle acque reflue.
Il quadro delle emissioni di gas serra del settore “Rifiuti” in Italia nel 2019 è sostanzialmente limitato a quelle relative allo smaltimento dei rifiuti solidi in discarica, con un peso del 75,12%, e a quelle del trattamento e scarico delle acque reflue, con peso del 20,83%. Sono marginali i contributi delle emissioni da trattamento biologico (3,34%) e incenerimento senza recupero di energia (0,71%).

Lo studio evidenzia come lo smaltimento in discarica sia un settore chiave per le emissioni di metano, CH4, un gas climalterante emesso dalla degradazione dei rifiuti il cui potenziale di riscaldamento globale è molto forte ed è considerato, a parità di massa, 25 volte maggiore di quello della CO2. Le emissioni di metano da smaltimento in discarica costituiscono il 31,79% del totale delle emissioni complessive di metano a livello nazionale.

Gli inceneritori di rifiuti con recupero di energia e le emissioni derivate dallo smaltimento

L’analisi smentisce quanti osteggiano gli impianti di gestione dei rifiuti con recupero energetico a tecnologia evoluta per il contributo che darebbero alle emissioni di gas climalteranti che, invece, sono prodotte quasi esclusivamente da un improprio e abnorme ricorso alle discariche per la gestione dei rifiuti nel nostro Paese. Infatti, mentre il fattore di emissione medio dell’incenerimento con recupero di energia risulta per il 2019 pari a 800 kgCO2fossile/t, quello delle discariche è 1400 kgCO2eq/t, il che significa che a parità di rifiuti trattati le discariche emettono quasi il doppio.

Inoltre, come accennato in precedenza, nel caso del recupero energetico si devono considerare oltre ai debiti (emissioni dirette) anche i crediti (emissioni evitate), fra cui: le emissioni che si avrebbero se lo stesso rifiuto fosse mandato in discarica invece che incenerito, soprattutto con riferimento al gas metano; l’energia immessa in rete, che sostituisce quella proveniente da altri impianti di produzione e quindi emissioni evitate di CO2 equivalente che altrimenti verrebbe emessa in funzione del mix energetico di riferimento; il riciclo dei metalli dalle scorie che dovrebbero essere altrimenti prodotti da materia prima con processi che generano emissioni; il recupero delle scorie stesse come materiale secondario da costruzione.
L’insieme dei risparmi dovuti alla sostituzione dell’energia e delle materie prime e all’aver evitato gli impatti legati al conferimento in discarica porta il bilancio dell’incenerimento con recupero di energia ad essere negativo, cioè ad apportare di fatto un benefit al bilancio globale delle emissioni di gas serra.

Come ridurre i gas serra nel settore rifiuti: conclusioni

In conclusione, dal rapporto emerge che la diffusione di impianti di recupero dei rifiuti, inceneritori con recupero di calore ed energia e impianti per produzione di biometano e di compost, a svantaggio della pratica del conferimento in discarica, consentirebbe all’Italia di risparmiare quel 3% circa (cioè il 75% del 4,35% complessivo attribuito alla totale gestione dei rifiuti) del totale dei gas serra prodotti nel 2019 proveniente dalle discariche.

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