Green Symposium vede Sersys Ambiente protagonista dell’evento

Sersys è intervenuta all’evento The Green Symposium, organizzato presso il Museo Nazionale di Pietrarsa (Napoli) il 15-16-17 settembre scorsi.
L’iniziativa, organizzata da Ricicla.tv e Conai in partnership con Ecomondo, è stata occasione di confronto e dialogo tra istituzioni, imprese ed esperti del settore sul Meridione e lo sviluppo in chiave green, con un approfondimento su emergenze del territorio e proposte operative per colmare il deficit infrastrutturale ed impiantistico.
A rappresentare l’azienda è stato Giovanni Baldassarre, Responsabile Environmental Origination & Business Support che ha preso parte al workshop organizzato da FISE Assoambiente in collaborazione con Sersys Ambiente ed Herambiente dal titolo “Da rifiuto a risorsa: la transizione ecologica passa anche dal biometano”.
Chicco Testa Presidente – FISE Assoambiente, Massimo Centemero – Direttore CIC e Paolo Cecchin – Herambiente gli altri relatori intervenuti.

Energie rinnovabili e biometano: la strategia di investimento di Sersys Ambiente

Sollecitato dal giornalista Luigi Palumbo di Ricicla TV che ha moderato i lavori, Baldassarre ha illustrato la strategia intrapresa da Sersys sul biometano: “La strada che abbiamo deciso di seguire è stata duplice; da un lato, abbiamo acquisito due impianti di biogas già esistenti ed in esercizio (della capacità complessiva di 60.000 t) con la prospettiva di convertirli verso la produzione di BioGNL. Dall’altro lato, abbiamo deciso di attivare dei percorsi autorizzativi ex-novo, immaginando delle realizzazioni ‘greenfield’. In questa logica, quello che ci è sembrato più naturale e ragionevole fare è stato studiare l’assetto impiantistico nazionale e la distribuzione della raccolta differenziata per cercare di capire in quali aree la realizzazione di nuove infrastrutture avrebbe potuto dare un contributo per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Italia. Questa valutazione ci ha portato evidentemente a immaginare dei progetti di investimento nel Centro-Sud Italia, e la nostra scelta è ricaduta sulla Regione Lazio e sulla Regione Campania, dove abbiamo avviato due iter procedurali”.

“Ci siamo trovati davanti”, ha aggiunto Baldassarre, “ad una realtà complessa, con atteggiamenti ostativi da parte di diverse istituzioni. Non nascondo che la cosa è stata per noi piuttosto spiazzante, perché siamo convinti che gli impianti di produzione biometano siano una delle espressioni più compiute dell’economia circolare, cosa che invece molti dei nostri interlocutori paiono non cogliere. Peraltro, ci siamo premurati di sviluppare progetti che dal punto di vista tecnologico facessero leva sulle migliori pratiche di settore e minimizzassero gli impatti ambientali, ma anche in questo caso abbiamo realizzato che è tutt’altro che semplice trasferire efficacemente tali concetti all’opinione pubblica. Ritengo che alla base di questo ci sia informazione nel migliore dei casi carente/insufficiente, più spesso distorta e strumentale. Proprio per contrastare questa dinamica abbiamo deciso di lanciare due siti web (uno per ciascuna delle nostre iniziative) che potessero fungere da luoghi di scambio e confronto, ed in cui fare informazione sana, per provare a superare le situazioni NIMBY e rispondere anche alle sollecitazioni in arrivo dal territorio”.

Baldassarre ha poi evidenziato la necessità di una strategia nazionale per indirizzare le sfide della Circular Economy a livello di sistema Paese: “Per quanto concerne il trattamento della frazione organica, ad esempio, l’assetto impiantistico italiano è oggi molto sbilanciato tra le diverse aree del Paese; analizzando gli ultimi dati resi disponibili da ISPRA, emerge come ogni anno il recupero di rifiuti organici, pari a 1.700.000 tonnellate, coinvolga Regioni diverse da quelle in cui sono prodotti. Le conseguenze di tale situazione sono evidenti e molteplici: parliamo di decine di camion che ogni giorno percorrono le strade del Paese trasportando rifiuti che potrebbero essere gestiti sul territorio, parliamo di aggravi di costo per la collettività, parliamo di cittadini che sulle loro bollette pagano lo scotto di vivere in contesti dove la pianificazione è stata latente.

Per questo, noi vediamo assolutamente con favore ad una pianificazione di livello nazionale, che indirizzi gli investimenti nei contesti dove questi possano essere di maggiore utilità, eliminando distorsioni e generando ricadute economiche ed occupazionali positive”.

Rivedi il workshop.

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