La sindrome di N.I.M.B.Y: Marco Steardo interviene all’Assemblea GEAM

L’Amministratore Delegato di Sersys Ambiente Marco Steardo è intervenuto alla conferenza “La precauzione apparente: come la sindrome N.I.M.B.Y. impedisce la transizione ecologica”, tenutasi in occasione dell’Assemblea GEAM – Associazione Georisorse e Ambiente.
Il suo intervento ha preceduto quello dell’avvocato Luciano Butti dello studio legale Butti & Partners, che ha approfondito i profili giuridici delle preoccupazioni collegate alla diffusione di questa sindrome e ha illustrato esempi concreti di realizzazioni richieste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che potrebbero essere pregiudicate proprio dall’effetto NIMBY, se non adeguatamente gestito.

Steardo ha espresso il punto di vista dell’impresa, portando la propria esperienza, il vissuto quotidiano ed alcune case history.

Ostacoli all’economia circolare: le parole dell’Amministratore Delegato di Sersys Ambiente

L’AD di Sersys Ambiente ha evidenziato come in Italia la realizzazione dei progetti di sviluppo industriale sia molto spesso frenata non tanto dalla mancanza di investimenti, quanto piuttosto da ostacoli burocratici e dal clima negativo di sfiducia e sospetto che si stratifica intorno alle nuove infrastrutture e agli impianti, in primis quelli dedicati alla gestione dei rifiuti, e che coinvolge tutti, dai cittadini, alla pubblica amministrazione centrale e locale, agli enti di controllo.

Oggi”, ha sottolineato Steardo, “le strategie d’impresa e gli investimenti su grandi opere infrastrutturali e impianti di gestione rifiuti vengono sistematicamente contrastati, da una parte, da un’opposizione aprioristica promossa sul territorio da comitati e da una certa politica in cerca di facili consensi; e dall’altra, dalla complessità degli iter autorizzativi e dall’incertezza dei tempi di acquisizioni delle autorizzazioni in materia ambientale: per un impianto di gestione dei rifiuti sono necessari dai tre ai cinque anni, le procedure ed i tempi variano da Regione a Regione, non esiste ‘certezza’ e uniformità, neanche per il sistema dei controlli. Questo genera aumenti di costo ed incertezza. La sfida lanciata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza impone un cambio di paradigma e un approccio scientifico e non ideologico, verso progetti che possano garantire ricchezza e benessere al Paese, con uno sguardo rivolto alle future generazioni. Per realizzare gli impianti necessari occorre una legislazione efficace e semplice, tempi di autorizzazione rapidi, un sistema di controlli moderno e tempestivo. Occorre dare certezze agli operatori industriali capaci di fare investimenti e di portare innovazione. Un contesto culturale e mediatico non ostile e una classe politica capace di mediare il conflitto per dare soluzione alle esigenze nell’interesse della comunità e delle future generazioni”.

Il premio “PIMBY Green” per sostenere la transizione ecologica

Proprio per contrastare la sindrome NIMBY, l’associazione di categoria FISE Assoambiente di cui Marco Steardo è Vice presidente, promuove ogni anno il premio “PIMBY (Please In My Back Yard) Green” che ha come obiettivo supportare questa fase di sviluppo storica per il nostro Paese, promuovendo una nuova cultura del “fare” che ricerchi forme innovative di dialogo e partecipazione e non lasci sfuggire le opportunità in grado di creare valore e occupazione.

La narrazione delle opportunità legate alla realizzazione di opere di pubblica utilità in nome del “Please in My BackYard” mira a scardinare le convinzioni, quasi sempre frutto di pregiudizio, che muovono le contestazioni NIMBY.A finire nel mirino della protesta, ha ricordato Steardo, sono spesso proprio gli impianti per il trattamento dei rifiuti, non solo i termovalorizzatori, ma ormai anche gli impianti deputati alla gestione della frazione organica come quelli di biogas e per a produzione del biometano che la stessa Unione Europea indica come tasselli centrali dell’economia circolare.

Per contrastare queste dinamiche”, ha concluso Steardo, “oggi occorre promuovere una comunicazione trasparente in materia ambientale, avviando un dialogo costante con i territori teso a promuovere una corretta informazione sugli impianti che si intende realizzare, caratteristiche tecnologiche e sulla loro valenza ambientale; favorire la partecipazione della cittadinanza, rafforzando il dialogo con il territorio; creare consapevolezza e superare i pregiudizi sul ruolo degli impianti sui vantaggi che generano a livello locale e nazionale”.

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